Dal 21 al 24 maggio Ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 Sala Peres, Palazzo Municipale
Haunted Waters – Acque contaminate The Chemical Cocktail Bar
Haunted Waters – Acque contaminate
The Chemical Cocktail Bar
Un progetto a cura di Nonhuman Nonsense (Svezia)
Dal 21 al 24 maggio
Ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Sala Peres, Palazzo Municipale
Leo Fidjeland, Linnea Våglund, Filips Staņislavskis
Realizzato con il supporto del European Commission’s Joint Research Centre, SciArt

Haunted Waters è un archivio liquido di presenze invisibili, a forma di cocktail bar. Una collezione in crescita di acque contaminate provenienti da tutto il mondo, raccolte da attivisti, scienziati, nuotatori e cittadini. Ogni campione, apparentemente indistinguibile, è abitato da “spiriti”: tracce chimiche che raccontano decisioni politiche, incidenti, conflitti, sfruttamento e resistenza. Come fantasmi, queste sostanze sfuggono allo sguardo, persistono nei luoghi e nei corpi, alterano ecosistemi e comunità. La loro complessità rende difficile comprenderne pienamente gli effetti, mentre la loro presenza testimonia una storia collettiva di responsabilità.
Per l’occasione, al menu di cocktail si aggiunge il fantasma dell’amianto nelle acque dell’Isonzo, una presenza legata al nostro territorio.



Nonhuman Nonsense
Leo Fidjeland, Linnea Våglund e Filips Staņislavskis sono Nonhuman Nonsense, un collettivo di arte e design orientato alla ricerca che opera all’intersezione tra arte, scienza, filosofia e tecnologia per esplorare nuove forme di “sogno sociale” e creazione di mondi. I loro progetti si confrontano con il non umano: animali, oggetti, ecologia, tecnologia e gli spettri che si trovano tra e oltre le categorie. Considerano l’assurdo, il “nonsense” come un antidoto al “senso comune”, abbracciando storie paradossali per esplorare le dimensioni etiche e metafisiche del proprio rapporto con il mondo (non umano). Sono convinti che separare l’umano dal non umano sia la vera assurdità, per questo abbracciano storie paradossali sfidando le strutture di potere e l’antropocentrismo.
